Dismorfismo corporeo

Cosa si intende per dismorfismo corporeo?

Gli individui con tale sintomatologia sono preoccupati per uno o più difetti percepiti nel loro aspetto fisico che li porta a considerarsi non attraenti, anormali o deformi spesso focalizzati su una o molte aree corporee: la pelle, (acne, rughe, cicatrici, pallore) i capelli o i peli (eccessiva peluria facciale o corporea o diradamento dei capelli), naso (grandezza o forma), ma anche denti, peso, stomaco, gambe, seno.

 Come si manifesta?

Queste fissazioni diventano spesso intrusive e indesiderate e tendono a manifestarsi più volte al giorno (verificandosi in media per 3-8 ore al giorno) e diventa difficile controllarle o resistervi. Così la persona si guarda costantemente allo specchio, si cura eccessivamente, ricerca rassicurazioni e confronta il proprio aspetto con quello degli altri creando spesso disagio e compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo e in altre aree importanti interferendo negativamente  sulla qualità della propria vita.

 Qual'è l'età di insorgenza?

 Verso i 16/17 anni: la maggior parte di questi ragazzi tendono ad abbandonare lo studio a causa di questa problematica. Le principali soluzioni adottate sono: l’evitamento di situazioni particolari in cui possono venire giudicati tra cui il rimanere chiusi in casa, tendenza ad isolarsi, difficoltà ad interagire con gli altri, abbassamento autostima e insicurezza in se stessi, un'ansia eccessiva che può sfociare in un disturbo ossessivo compulsivo fino al ricorrere ad interventi di chirurgia plastica.

Una visita da uno specialista diventa pertanto fondamentale: attraverso l'approccio strategico si può eliminare il sintomo ricorrendo alla prescrizione quotidiane di esercizi che devono essere costantemente attuate dalla persona che ne soffre in aggiunta ad un colloquio che sia in grado di sondare gli aspetti e le tentate soluzioni che la persona ha adottato per rimuovere queste difficoltà. Queste metodologie rappresentano una vera risorse per il soggetto in quanto lo conducono a migliorare la qualità della propria vita.

Risultati immagini per ansia e depressione

E' un disturbo d'ansia caratterizzato dall'improvvisa paura o disagio intensi che raggiungono l’apice in pochi minuti portando la persona a sviluppare i seguenti sintomi: palpitazioni, sudore, tremori, dolore o fastidio al petto, nausea, sensazioni di vertigini, brividi o calore, paura di perdere il controllo, paura di morire. Possono manifestarsi n qualsiasi situazione e possono essere sia inaspettati; ossia svilupparsi senza che vi sia un elemento esterno scatenante o sia attesi, ovvero in presenza di uno specifico evento.

Ma a cosa si riferiscono queste paure?

I timori relativi a questo disturbo riguardano principalmente le preoccupazioni fisiche (la presenza di una malattia non diagnosticata pericolosa per la vita) e le preoccupazioni sociali (la paura di essere giudicati negativamente dagli altri). Spesso le persone, di fronte a tali problematiche attuano una serie di comportamenti con il tentativo di rimuovere tali disturbi: evitano l’esercizio fisico, riorganizzano la vita ogni giorno per assicurarsi che sia disponibile un aiuto nel caso di un improvviso attacco di panico, limitano le consuete attività quotidiane, evitano situazioni agorafobiche (come uscire di casa, usare i trasporti pubblici, o uscire per fare acquisti).

Questo interferisce negativamente con la propria vita al punto che può portare il soggetto a ricorrere all'uso di farmaci per permettergli di poter affrontare i compiti giornalieri senza avere queste difficoltà.

Si può guarire dagli attacchi di panico?

Si

Quali sono le migliori strategie per affrontarlo?

 

Esistono tecniche che non prevedono l'uso di medicinali e che devono essere applicate costantemente dal paziente. Si tratta di una serie di esercizi che conducono a sperimentare la paura affinchè scompaia del tutto. Questi compiti devono essere adattati alla personalità del soggetto e discussi ad ogni seduta per comprendere miglioramenti o eventuali difficoltà riscontrate ed eventualmente utilizzare altri stratagemmi. 

Fobia sociale

La fobia sociale è caratterizzata da una persistente ansia e timore nell’esporsi a situazioni sociali in cui si può venire giudicati negativamente da altre persone. Le conseguenze di questo possono, nel tempo, portare la persona a sviluppare una bassa autostima, insicurezza, incapacità nell’affrontare le diverse situazioni e prendere decisioni importanti riguardanti la propria vita interferendo negativamente sulla costruzione della propria personalità.

Quando viene diagnosticato?

Questo disturbo si diagnostica nell’adolescenza e può perdurare fino all’età adulta.

Come si manifesta?

I sintomi principali sono: tremori, rossori, palpitazioni, attacchi di panico, pensieri intrusivi che invadono la mente dell’individuo nel momento in cui deve esporsi o semplicemente nell’affrontare un avvenimento importante (come parlare o mangiare insieme ad altre persone, firmare un documento davanti agli altri, conoscere nuove persone, esprimere la propria opinione in gruppo, prendere la parola in una riunione). Questi sintomi tendono a ripresentarsi più volte nel corso della situazione che si deve affrontare annientando la capacità del soggetto di avere una visione lucida di ciò che succede. Spesso la fobia sociale può causare rabbia, depressione, isolamento.

Quali sono le cause?

Esperienze traumatiche che si verificano nei primi contesti sociali come la scuola, dalle “figuracce” vissute, dal patrimonio genetico (aver avuto dei genitori timidi o incapaci di relazionarsi con altre persone) sono le cause principali.

Come si può sconfiggerla?

 

Esistono trattamenti che vanno costruiti man mano nel corso del colloquio psicologico che comprendono: tecniche di rilassamento, prescrizioni comportamentali, piccoli esercizi giornalieri che, se effettuati con costanza, tendono a rimuovere il sintomo. 

Disturbo ossessivo compulsivo

Cosa si intende per disturbo ossessivo compulsivo?

E’ un disturbo caratterizzato dalla presenza di pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati che portano ad attuare una serie di comportamenti ripetitivi che il soggetto è obbligato a compiere in risposta a determinate regole. Tali azioni spaziano e vanno dall’ordine, alla pulizia, al controllo ripetuto su ogni comportamento volta a verificare che ogni oggetto sia nel posto giusto. Queste fissazioni ossessive sono volte a prevenire o a ridurre l’ansia relative ad alcune situazioni temute e possono compromettere significativamente la vita del soggetto interferendo negativamente nell’ambito lavorativo, familiare, relazionale, cura della propria igiene. Possono manifestarsi sia nell’ambito adulto che in quello evolutivo.

Come può essere affrontato?

E’ importante, rivolgersi ad uno specialista che sia in grado di aiutare la persona a riprendere il controllo della propria vita permettendogli di poter affrontare più serenamente la propria quotidianità. Esistono tecniche specifiche che riescono a risolvere il problema e a garantire, pertanto, una qualità di vita migliore. La terapia strategica appartiene a una di queste metodologie.

Disturbi d'ansia

Con questo termine ci si riferisce a reazioni fisiologiche che portano il soggetto a formulare pensieri e attuare comportamenti spesso spropositati rispetto alle reali situazioni vissute. Ciò comporta il vivere in modo sbagliato ogni evento che si presenta manifestando: agitazione, sudore, tremore, palpitazioni, tutti sintomi che aumentano la soglia di attenzione verso ogni attività che si intraprende. Spesso questi disturbi possono influire negativamente e svilupparsi da un'alterazione del sonno, ad un risveglio mattutino più faticoso, al sentirsi spesso spossati fino all’insorgere della depressione rendendo più difficoltosa la qualità della nostra vita.

 

Una visita da uno psicologo viene pertanto consigliata a chi soffre di questa problematica allo scopo di rendere meno intrusivi ed invasivi tali pensieri e migliorare il nostro rapporto 

 

Tra i disturbi d' ansia, nell'ambito adulto, rientrano: l'ossessivo compulsivo,l' ipocondria, la fobia sociale, il dismorfismo corporeo, gli attacchi di panico . Per l'infanzia troviamo principalmente: la fobia scolare, il mutismo selettivo, il deficit di attenzione ed iperattività.